Presentazione della figura
"La vita e l’opera di Giovanni Muzi, esemplare figura di sacerdote e di arcivescovo, hanno lasciato un’impronta significativa nella storia della Chiesa cattolica italiana a cavallo fra Sette e Ottocento. Nato a Roma nel 1772, Giovanni Muzi diventa sacerdote a 22 anni e arcivescovo a 51, dopo aver dimostrato le sue qualità di intellettuale colto e poliglotta nella capitale del Cattolicesimo, ma anche le sue doti di fine diplomatico al servizio della Santa Sede, prima in Austria e poi in Sudamerica.
   Nel 1825, la svolta della sua vita: papa Leone XII lo nomina vescovo di Città di Castello, conservandogli il titolo di arcivescovo di Filippi. Per Giovanni Muzi, è un ritorno alle radici, dal momento che la sua famiglia è di origini umbre. Inizia per lui una lunga quanto intensa attività pastorale e culturale che culmina da un lato nella fondazione di un nuovo Istituto religioso – le Figlie della Misericordia – e dall’altro nella pubblicazione di una monumentale opera dedicata alla storia di Città di Castello, antico e prestigioso comune di forti tradizioni civili e religiose.
   Giovanni Muzi muore nel 1849, a 77 anni, lasciando l’esempio di un uomo capace di attraversare le contraddizioni e le difficoltà del proprio tempo mantenendo però sempre intatta la propria fedeltà a Cristo e alla Chiesa. La sua è senza dubbio la figura di un credente molto attento alle istanze di rinnovamento ecclesiale e culturale, ma soprattutto la testimonianza di un apostolo della misericordia, sensibile ai bisogni degli ultimi, degli emarginati e in particolare dei malati, che lui definiva “i prediletti da Dio”. La misericordia, per mons. Muzi, era molto più di una virtù: era un’ispirazione costante, uno stile di vita, uno sguardo di compassione che abbraccia il dolore del mondo.  
   Attingendo ai suoi scritti, e ai saggi storici e biografici che gli sono stati dedicati, abbiamo ripercorso il suo luminoso itinerario umano, culturale e religioso con l’intenzione di offrire, per la prima volta, uno strumento agile e divulgativo: capace di avvicinare alla figura di Giovanni Muzi un pubblico più vasto. Nella convinzione che la sua eredità di sacerdote e di successore degli Apostoli abbia bisogno di essere sempre più conosciuta, riscoperta e apprezzata anche in questo tempo desideroso di accostarsi all’autenticità dei testimoni del Vangelo.
   Le Figlie della Misericordia, in particolare, continuano a tenere viva la memoria di Giovanni Muzi. Con umiltà, severità, coraggio: con la certezza che il carisma del loro Fondatore “parla” ancora agli uomini e alle donne del nostro presente". (Gianni Maritati e Raffaele Iaria, Introduzione, in 'Apostolo della Misericordia, Vita di Giovanni Muzi', Città Nuova, Roma 2008).